1958: un campionato tragico

 

Il campionato F1 1958 non passa certo nell'anonimato nella storia del mondiale, purtroppo anche per motivi drammatici. In quest'anno, infatti, perdono la vita ben tre piloti, tra i migliori del lotto: i ferraristi Musso e Collins e l'inglese Lewis-Evans, pilota della Vanwall. Il campione Mike Hawthorn, ritiratosi a fine campionato, perde la vita il 22 gennaio 1959 in un normale incidente stradale. Diverse novità anche sotto il punto di vista sportivo: per la prima volta vince una monoposto a motore posteriore, a Montecarlo debutta la Lotus, la Maserati si ritira come squadra ufficiale ed, infine, si ritira anche il grande Fangio, il pilota argentino, figlio di abruzzesi, parteciperà solo al Gp di casa ed a quello di Francia. M andiamo per ordine:

il 19 gennaio si corre in Argentina, presenti solo 10 vetture a causa dei nuovi regolamenti che impongono carburante commerciale e pongono seri problemi a Vanwall e BRM, la Ferrari schiera il solito squadrone: Hawrtorn, Collins e Musso, la Maserati é presente con i "privati" Fangio, Menditeguy, Behra, Gould , Schell e Godia, una solo monoposto inglese: la Cooper T43 Climax iscritta dal Rob Walker Racing per Stirling Moss, in prova é solo settima (ultima pole di Fangio), in gara rimonta su tutti e va a vincere con 2''7 di vantaggio su Musso e 12 su Hawthorn , Fangio é solo quarto dopo essere stato a lungo in testa. A Montecarlo, il 18 maggio, la Formula 1 debutta la Lotus, con il modello 12 motore Climax, i piloti sono Graham Hill e Cliff Allison, anche loro debuttanti, Hill rimarrà in F1 fino al 1975,  ritornano anche la Vanwall che schiera Moss, Brooks e Lewis-Evans e la BRM con Behra e Schell, in gara anche le Cooper ufficiali con Jack Brabham e Roy Salvadori, un inglese di evidenti origini italiane, la Cooper di Rob Walker passa al pilota giramondo Trintignant. si qualifica anche Scarlatti con una Maserati della Scuderia Centrosud e Bonnier con la sua Maserati, rimangono fuori dalla griglia in 10, tra i quali il veterano Chiron (Maserati) classe 1899 e Bernie Ecclestone alla sua unica apparizione da pilota nel mondiale, Ecclestone guida una Connaught di sua proprietà, fuori anche Maria Teresa de Filippi.  Grazie ad una gara regolare ed a numerosi ritiri vince ancora la Cooper-Climax di Walker, guidata da Trintignant, secondo é ancora Musso che si porta in testa alla classifica, al terzo posto Collins, quarto Brabham che raccoglie i suoi primi punti iridati, quinto a nove giri Schell, nessun altro taglia il traguardo.

In Olanda vince Moss e si riporta al comando della classifica, la Vanwall monopolizza la prima fila, in grand spolvero anche la BRM che ottiene il secondo ed il terzo posto con Schell e Behra, solo quinto Hawthorn battuto anche da Salvadori, le Cooper e le Lotus sono leggerissime: pesano meno di 400 kg, contro i 530 delle Ferrari ed i 710 della Maserati 250F (che ha esordito nel 1954), per le BRM si parla già di largo impiego di leghe al titanio. In Belgio la Vanwall si ripete, questa volta con Brooks che supera Hawthorn ed il compagno di squadra Lewis-Evans, punti mondiali anche per la Lotus, quarta con Allison, la Ferrari schiera anche il locale Gendebien, con un Maserati della Centrosud debutta Maria Teresa de Filippis, napoletana, prima donna in F1. In Francia corre il suo ultimo GP Juan Manuel Fangio che si classifica quarto a 2'30''6 dal vincitore Hawthorn che in dirittura di arrivo potrebbe doppiarlo ma, con gesto cavalleresco, si rifiuta di farlo, dopo la gara il cinque volte campione del mondo stringe calorosamente la mano al biondo inglese, poco dopo annuncerà il suo ritiro dalle competizioni, Fangio, in Formula 1, non é mai stato doppiato. La gara vive il suo momento tragico al 9 giro, Luigi Musso, in lotta per la vittoria e per il titolo mondiale affronta la curva del "Calvaire" senza staccare, la leggenda dice che solo Fangio poteva permettersi di compiere una simile manovra: guardava le foglie degli alberi, se non si muovevano non c'era vento e si poteva entrare in pieno, in quel fatale nono giro Luigi Musso non si sarebbe accorto che le foglie si muovevano. A Reims, così, scompare il migliore pilota italiano del momento. Moss si classifica secondo, in classifica lui ed Hawthorn sono pari a 23 punti, terzo é Wolfang Von Trips, nobile tedesco che debutta con la Ferrari. In Gran Bretagna l'unico italiano presente é il gentleman Gerino Gerini, in pochi anni la miglior scuola automobilistica del mondo è stata spazzata via da incidenti mortali o per cause anagrafiche, é il momento degli inglesi. Vince Peter Collins che batte il compagno di squadra Hawthorn e la Cooper di Salvadori, quarto Lewis-Evans, quinto e primo dei non-inglesi l'americano di Parigi Schell, con la brittannica BRM. Al Nurburgring la sorte é ancora in agguato: al 11 giro Collins sferra un attacco disperato al leader della gara Brooks, il temerario inglese della Ferrari esce di strada e decolla a causa dei ripari messi a terra a bordo pista, si schianta contro un albero e muore sul colpo. La gra é vinta da Brooks su Salvadori e Trintignant, quarto Von Trips, nella categoria F2 debutta con una Cooper Bruce Mclaren, dopo 46 anni il suo nome rimane ancora in F1, come in Olanda partecipa alla gara il nobile olandese de Beaufort con una Porsche RSK privata. Nessun pilota italiano é al via, mai successo (Indy a parte). In Portogallo Moss conduce al comando tutta la gara é batte Hawthorn e Lewis-Evans, quarto Behra, ancora a punti Von Trips, che é forzatamente diventato la seconda guida Ferrari. Classifica Hawthorn 37, Moss 32. A Monza Lewis-Evans conquista la pole, le Vanwall sono a proprio agio  sul veloce circuito italiano e piazzano Brooks al primo posto, per fortuna di Hawthorn Lewis-Evans e, sopratutto, Moss sono costretti al ritiro, il Ferrarista con il secondo posto (davanti a Phil Hill con la Ferrari) incamera sei punti prezioni, anche se deve già scartare, quarti Gregory/Shelby con la Maserati ex-Fangio, ma non gli vengono attribuiti punti, quinto il regolare Salvadori. Il 19 ottobre si corre per la prima ed unica volta a Casablanca in Marocco (all'epoca colonia francese), Moss deve vincere e segnare il giro più veloce (che vale un punto) sperando che il rivale Hawthorn non arrivi secondo, Moss vince e conquista il GPV, ma il gioco di squadra di Phil Hill  lascia ad Hawthorn il secondo posto  ed il titolo mondiale, quarto Bonnier eccezionalmente con la BRM, quinto Schell. Al 42 giro Stuart Lewis-Evans é vittima di un incidente che si conclude con l'incendio della sua Vanwall, morirà pochi giorni dopo, terza vittima di un annata drammatica.

Hawthorn é il primo inglese iridato, batte Moss (vice campione per la quarta volta consecutuva) di un solo punto (42 a 41) anche se deve scartarne ben 7, il ferrarista ha vinto una sola gara contro le 4 di Moss e le tre di Brooks, ricordiamo che all'epoca la vittoria pagava solo 8 punti contro i 6 del secondo posto,  un punto al GPV, Hawthorn ottiene  cinque secondi posti e quattro giri veloci. I piloti inglesi occupano i primi cinque posti della classifica (Hawthorn, Moss, Brooks, Salvadori, Collins). La Vanwall si consola conquistando il primo mondiale costruttori: 48 punti contro i 40 della Ferrari, a quota 31 la sorprendente Cooper-Climax, grazie anche alle vittorie del privato Walker, la Lotus ne incamera solo 3, meno della Maserati (6, tutti di Fangio) e della BRM (18). Il futuro é già cominciato e molti non se ne sono accorti.

Massimo Bosso