ARRIVANO LE FRECCE D'ARGENTO 1954-1955

 

Nei primi quattro campionati di Formula 1 si assistito al dominio di una sola Nazione: l'Italia, se si esclude Indianapolis tutti i Gp sono stati vinto da marche italiane: ALFA Romeo, Ferrari e Maserati, anche per quanto riguarda i piloti i nostri connazionali hanno fatto la parte del leone, un campionato vinto da Nino Farina e due da Alberto Ascari, buone prestazione e  massiccia presenza di altri piloti italiani (Taruffi, Fagioli, Villoresi, Bonetto...), purtroppo per noi le cose stanno per cambiare, sopratutto per quanto riguarda il versante piloti: Alberto Ascari, infatti, é ancora oggi dopo più di 50 anni l'ultimo italiano iridato in F1.

E' proprio Ascari che movimenta il mercato piloti lasciando la Ferrari per la Lanciam che si appresta al debutto, le vetture torinesi saranno pronte solo per l'ultima gara del 1954 ed Ascari correrà in due occasioni per la Maserati ed eccezionalmente a Monza con la Ferrari. La Ferrari si presenta in Argentina, prima gara dell'anno, con Hawthorn, Farina, Gonzalez, Trintignant ed il biellese Maglioli, una vettura privata é affidata al veterano Louis Rosier, la Maserari risponde con Fangio, Musso, Marimon come piloti ufficiali, presenti anche diversi privati come Bira, Mieres, Schell, da Ponte, de Graffenried, la monoposto del tridente é la 250F al debutto, una delle F1 più longeve: correrà fino al 1960. Completano lo schieramento tre Gordini, la marca francese che nonostante l'impiego di mezzi e di uomini non riuscirà mai ad ottenere risultati prestigiosi in gare ufficiali. La gara é vinta da Fangio su Farina e Gonzales, non prende il via Luigi Musso, sicuramente il pilota italiano più promettente. A Montecarlo vince ancora Fangio, battendo Trintignant ed un sorprendete Stirling Moss, che corre con una Maserati privata.

In Francia debutta la Mercedes, é il 4 luglio e si corre a Reims, la casa tedesca ha strappato Fangio alla Maserati, l'argentino é sicuramente il miglior pilota in circolazione, forse il solo Ascari é al suo pari, Fangio vince facilmente con la debuttante Mercedes W196 carenata, al secondo posto si piazza Karl Kling, sempre su Mercedes, ad un solo decimo di secondo, ad un giro la prima Ferrari, quella di Robert Manzon iscritta da Rosier, non ci sono dubbi che a vincere sarebbe stata una Mercedes, restava da decidere se quella di Fangio, di Kling oppure di Hans Herrmann, come dichiarerà lo stesso Fangio dopo la gara, in attesa della Lancia Luigi Villoresi corre per la Maserati, Ascari assiste da spetattore a bordo pista, in Gran Bretagna, a sorpresa, vince la Ferrari di Gonzales sul compagno di squadra Hawthorn, solo quarto Fangio battuto anche dal connazionale Marimon, questa gara passa alla storia per un singolare primato: ben sette piloti (Gonzales, Hawthorn, Moss, Ascari, Marimon, Behra e Fangio) ottengono il giro più veloce, tutti con il tempo di 1'50''00, visto che all'epoca all'autore del GPV veniva assegnato 1 punto, ad ognuno viene assegnato 1/7 di punto! La vittoria di Gonzales riporta l'entusiasmo in casa Ferrari e la convinzione di poter lottare alla pari per il titolo, ritorna Ascari, alla guida di una Maserati, per la stessa squadra corre anche la giovane promessa italiana Sergio Mantovani, per la cronaca é da segnalare l'alto numero di partecipanti alla gara, trenta, sono infatti presenti diversi marche inglesi (Connaught e Cooper) presente anche la Vanwall con Peter Collins, che in prova ottiene un lusinghiero 11° tempo. In Germania le prove sono funestate dalla tragedia di Onofre Marimon, il pilota argentino, soprannominato Pinocho, perde la vita per un incidente durante le prove, i connazionali Fangio e Gonzales onorano la memoria dell'amico conquistando la prima e la seconda posizione (Gonzales in copia con Hawthorn), per la Ferrari presente anche Taruffi,  prende il via anche una Klenk Meteor che, fedele al proprio nome, sarà una delle tante meteore della F1.  Si é ormai capito che contro l'accopiata Fangio-Mercedes c'é poco o nulla da fare, l'arhentino vince anche in Svizzera (2 Gonzales, 3 Herrmann), ed in Italia (2 Hawthorn, 3 Gonzales/Maglioli), nel frattempo Stirling Moss é stato promosso pilota ufficiale della Maserati, ma stranamente non riuscirà a ripetere le prestazioni ottenute da privato,  in Italia la Ferrari schiera eccezionalemte Ascari, in Spagna debutta la Lancia con Ascari e Villoresi, il campione italiano ottiene la pole, la Lancia é quindi una delle poche marche che ottiene una pole al debutto, in gara Ascari va in testa facilmente e segna il giro più veloce, poi si ritira, la testa della corsa é presa dalla Maserati dipinta di azzurro dell'americano di Parigi Harry Schell, che ingaggia una lotta con Hawthorn, pressato dall'inglese il pilota della Maserati va in testa-cosa e si ritira, Hawthorn porta così alla vittoria la Ferrari 553 supersqualo, solo terzo Fangio, gia matematicamente campione del mondo.

Il 1955 inizia con un protagonista in più: la Scuderia Lancia che schiera Ascari, Villoresi ed Eugenio Castellotti, la Mercedes affianca Stirling Moss a Fangio e Kling, giusto per non farsi mancare niente....la Ferrari ha la supa prima guida in Trintignant, che verrà affiancato da diversi altri piloti nel corso della stagione (Gonzales, Farina, Schell,  Hawthorn, Taruffi, Frere, Maglioli), la Maserati si affida al veloce francese Jean Behra ed all'italiano Musso, stagione completa anche per l'argentino Mieres. Hawthorn firma per l'inglese Vanwall, poi si pentirà e ritornerà alla Ferrari, in Argentina conquista la pole Gonzales (unica apparizione nel 1955) ma la gra é dominata da Fangio, il Gp si svolge in condizioni massacranti e tutti i piloti, tranne Fangio e Mieres, ricorrono a cambi di guida con i compagni di squadra, questo da luogo ad un classifica anomala: dopo Fangio si piazzano 2)Gonzales/Farina/Trintignant  3)Farina/Trintignant/Maglioli 4)Herrmann/Kling/Moss 5)Mieres 6)Schell/Behra 8)Musso/Behra/Mantovani - come si vede Farina e Trintignant sono classificati sia al secondo che al terzo posto! caso unico ed irripetibile in F1. A Monaco coglie il suo primo successo Maurice Trintignant , che batte Eugenio Catellotti, la Lancia schiera anche Louis Chiron, classe 1899, che con i suoi 56 anni é il pilota più anziano ad aver preso parte ad un GP, si classifica sesto ad un giro. Ascari finisce in mare mentre era in testa, il pilota esce quasi incolume, il martedì ritorna a Milano, il giovedì é a Monza, il sabtao una folla enorme paralizza il traffico in molte vie di Milano per assistere ai suoi funerali. La Lancia si ritira dalle competizioni e cede il suo materiale a Enzo Ferrari, Eugenio Castellotti con molte insistenze riesce ad ottenere di iscriversi a titolo personale al GP del Belgio: ottiene la Pole! In gara é costretto al ritiro e nulla si frappone alla doppietta Mercedes, Fangio si porta in testa al mondiale scavalcando il buon Trintignant ed inizia la sua irresistibile scalata al titolo. Hawthon investe un piccione con la sua Vanwall, riceverà un lettera che gli da del mascalzone perché uccide i piccioni...In Olanda é ancora sinfonia Mercedes, con Luigi Musso terzo con la Maserati, Castellotti é ingaggiato dalla Ferrari che, giustamente, non si lascia scappare il promettente venticinquenne italiano, In Gran Bretagna ordini di scuderia impongono a Fangio di lasciare la vittoria a Moss, che ottiene il suo primo successo iridato, al terzo posto si piazza Kling, quarto Taruffi con la quarta Mercedes: la casa tedesca non ha rivali. La tragedia di Le Mans (oltre cento morti tra il pubblico) provoca un forte shock, diverse nazioni (Germania, Francia, Spagna e Svizzera) cancellano il proprio GP, fortunatamente le prime tre torneranno presto sui lori passi, mentre in Svizzera (incedibilmente) il divieto di organizzare corse automobilistiche é in vigore ancora oggi. Fangio vince anche l'ultima gara, in Italia, battendo Taruffi di 7/10 di secondo, Taruffi é il primo italiano ad ottenere un risultato di prestigio con una vettura straniera nel mondiale di F1, terzo é Castellotti che avrebbe dovuto correre con una Lancia iscritta da Ferrari, dopo le prove le monoposto sono giudicate pericolose, i piloti Farina, Villoresi e Castellotti rimangono a piedi, Castellotti vorrebbe correre ugualmente assumendosi ogni responsabilità, Ferrari é irremovibile, al sabato gli offre una supersqualo. A fine anno la Mercedes, ritendendo di non aver nulla più da dimostrare, si ritira. Probabilmente sulla decisione pesa la tragedia di Le Mans, l'automobilismo sportivo non vive un bel momento. La casa tedesca lascia dopo solo 12 gare, nove delle quali vinte (otto Fangio una Moss) un ruolino di marcia impressionante.