| Nato il 24 novembre
1911 a Balcarce, Buenos Aires (Argentina) morto il 17 luglio 1995 a
Balcarce. Un nome sinonimo di successo, forse il simbolo stesso
della Formula 1 e dell'automobilismo, cinque volte campione del
mondo, record battuto solo da Schumacher nel 2003. Il campionissimo,
con gravi problemi di salute in età adolescenziale, inizia a correre
in auto solo nel 1936 a 25 anni ( a quell'età Fittipaldi, Schumacher
e Alonso avevano già vinto un campionato del mondo), la prima
vittoria importante é del 1940, in quel periodo correva sostenuto
dall'aiuto economico dei suoi concittadini. Nel dopoguerra la voglia
di tornare alla normalità é tantissima e coinvolge anche il mondo
dell'automobilismo, tanto che già nel 1946 si riprende a correre ad
alto livello. Fangio corre nel 1949 con la Maserati e vince 5 gare.
Nel 1950 é una delle tre fantastiche F dello squadrone ALFA Romeo
(Farina, Fagioli, Fangio), ma nelle gare non valide corre con la
Maserati. |
Il campionato 1950 é vinto da Farina all'ultima
gara, in Italia, Fangio vince tre Gp (Monaco, Belgio e Francia) e si presenta a
Monza con 26 punti contro i 24 di Fagioli ed i 21 di Farina, si deve ritirare
mentre Farina vince e si aggiudica il titolo. Il campione argentino si aggiudica
il primo mondiale l'anno successivo, sempre alla guida della fortissima ALFA
Romeo, vince solo tre gare: la prima (Svizzera) e l'ultima (Spagna), vince
anche in Francia utilizzando la vettura di Fagioli, la vittoria é attribuita ad
entrambe i piloti ed il punteggio dimezzato, a fine campionato é campione con 31
punti validi su 37 contro i 25 (validi su 28) di Ascari. A fine anno l'ALFA si
ritira e Fangio firma per la Maserati, tuttavia il campione in carica prende
parte solo alle prove del Gp di Svizzera ma la Maserati non é ancora pronta e
non partecipa alla gara, il 20 gennaio aveva corso il Grande Prémio da Cidade
de Rio de Janeiro con una Ferrari 166, l'otto giugno prende parte al Gp
dell'Autodromo a Monza, gara non valida per il titolo, ha viaggiato tutta la
notte da Parigi a Monza per poter correre, é visibilmente stanco (anche Ascari
se ne accorge), al secondo giro esce di pista alla Lesmo: vertebre cervicali
rotte, Fangio é fuori per tutto il campionato. Nel 1953 alla guida della
Maserati cerca di contrastare lo strapotere Ferrari, vince il Gp d'Italia, unica
vittoria non -Ferrari del 1952/53 a fine anno é secondo dietro Ascari. Nel 1954
inizia con la Maserati 250F e la porta alla vittoria nella sua Argentina ed in
Belgio, a partire da Gp di Francia porta al debutto la Mercedes, la nuova
macchina tedesca vince subito, Fangio batte per 1/10 di secondo il compagno di
squadra Karl Kling, la copia Fangio-Mercedes é implacabile: vince anche n
Germania, Svizzera e Italia, solo in Gran Bretagna ed in Spagna Gonzales e
Hawthorn riescono ad imporsi con la Ferrari. A fine anno é primo con 42 punti
validi su 57 contro i 25,5 di Gonzales. Il 19 settembre si corre il Gp di
Berlino, non valido per il titolo, e Fangio arriva secondo ad un incollatura dal
compagno di squadra Kling. Nel 1955 la storia si ripete, alla Mercedes arriva
anche Moss, Fangio vince nella sua Argentina, in Belgio, Olanda e Italia, in
Gran Bretagna per ragioni politiche lascia la vittoria a Stirling Moss, solo a
Monaco si deve ritirare e vince Trintignant con la Ferrari. In Argentina Fangio
(che non dimentichiamo a già 45 anni) da sfoggio delle sue immense doti e del
suo adattamento alla gara: in un Gp massacrante previsto sulla durata di 3 ore
con una temperatura di 40 gradi, Fangio é l'unico (con il connazionale Mieres,
quinto al traguardo) a non effettuare turnazioni con altri piloti, possibilità
prevista dal regolamento, come nelle gare di Gran Turismo, pure Moss, altre
grande pilota, si deve ritirare a causa di un colpo di sole. A fine anno i punti
sono 40 contro i 23 di Moss (per ben tre anni consecutivi sarà vice campione
dietro a Fangio). A fine anno la Mercedes si ritira e Fangio va alla Ferrari che
utilizza nel 1956 le veloci Lancia D50, in effetti la leggenda di Fangio eterno
ondivago é un pò forzata, per ben due volte sui quattro cambi di scuderia (ALFA-Maserati,
Maserati-Mercedes, Mercedes-Ferrari, Ferrari-Maserati) fatti dal pilota sud
americano, la scelta é stata obbligata per ritiro della scuderia medesima, solo
il passaggio dalla Ferrari alla Maserati nel 1956 é stato voluto ed ha lasciato
uno strascico di polemiche, Fangio accusava la casa di Maranello di favorire gli
altri piloti, in particolare Collins. Nel 1956 l'argentino vince tre gare
(Argentina, Gran Bretagna e Germania), in Argentina sale sulla macchina di Luigi
Musso e c'è uno strascico polemico perché viene aiutato da cinque persone per
rientrare in pista dopo una uscita, il reclamo della Maserati (sconda con Behra)
viene respinto, a Monaco é secondo con la macchina di Collins, in Belgio si
ritira, in Francia é quarto. A questo punto del campionato ha solo 13 punti
contro i 19 del compagno di squadra Collins, passa al contrattacco vincendo in
Gran Bretagna ed in Germania, sul Nuerburgring era praticamente imbattibile!. A
Monza si deve ritirare, Collins gli cede la vettura rinunciando così a velleità
mondiali, Fangio si piazza secondo dietro a Moss e vince il titolo davanti
all'inglese della Maserati (30 punti validi contro i 27 dell'inglese). Nel 1957
Fangio ritorna a casa: alla Maserati, vince ovviamente la gara di apertura in
Argentina davanti ad uno stuolo di Maserati 250F (Behra, Menditeguy e Schell),
la pole era andata a Moss, solo per quella gara su Maserati poi alla Vanwall, i
due grandi campioni del periodo non potevano stare nella stessa Scuderia. Fangio
vince anche a Monaco ed in Francia, dopo tre Gp conta già 25 punti contro i
sette di Musso....(la vittoria era "pagata" otto punti ed il GPV un punto), in
Gran Bretagna si ritira (vincono Moss-Brooks), al 'ring compie la corsa della
vita. al decimo dei 22 giri previsti la sua vittoria pare impossibile, Hawthorn
in giornata di grazia é in testa con un buon margine seguito da Collins. All'11
giro Fangi si ferma ai box perdendo 50'', il suo manager, Giambertone, si china
su di lui e gli dice: "Non potresti andare piano per un paio di giri e
scatenarti non appena ti facciamo il segnale?", la tattica é audace e punta a
trarre in inganno quelli della Ferrari, al 14° giro ai box della Ferrai viene
esposto il cartello "non forzare", Fangio é a 48''5, quando passa davanti ai
suoi box gli fanno il segnale concordato, mentre i due ferrarsisti non forzano,
Fangio si scatena, al 20 passaggio segna il tempo di 9'17''4, incredibile visto
che la pole era stata staccata, sempre dall'argentino, in 9'25''6! Quando alla
Ferrari se ne accorgono é troppo tardi, Fangio passa in testa e vince con oltre
3 secondi di margine su Hawthorn, il commento del campione argentino é
illuminante: "Ho fatto cose che non avevo mai fatto e non intendo più guidare in
quel modo". Questa é la sua ultima vittoria in F1. Con il campionato in tasca é
secondo nell'unica edizione del Gp di Pescara ed in Italia, sempre dietro a Moss
(Vanwall). Chiude con 40 punti validi (46 totali) contro i 25 dell'eterno vice
campione Stirling Moss. Nel 1958 la Maserati decide per il ritiro della squadra
ufficiale, Fangio é ancora una volta senza scuderia...ma ha anche 46 anni e
decide per un campionato ridotto, prende parte a soli due Gp con una Maserati
250F iscritta dalla Scuderia Sud-America, in Argentina stacca la pole ma é terzo
dietro a Moss (Cooper-Climax), Musso e Hawthorn (Ferrari), anche in Francia é
quarto, il vincitore Hawthorn potrebbe doppiarlo in dirittura di arrivo giri ma
si cavallerescamente si rifiuta di farlo, all'arrivo Fangio gli stringe
calorosamente la mano: il campione é stato mai doppiato. Fangio era secondo e
solo un guasto alla frizione gli impedisce di salire sul podio, poco dopo
l'arrivo annuncia il suo ritiro dalle competizioni, nel 1958 il campione
argentino aveva ancora trionfato nel GP Città di Buenos Aires, gara fuori
classifica.