CURIOSITA' VARIE
GILLES E JACQUES VILLENEUVE: ecco alcune clamorose coincidenze sulla carriera di entrambi: 1) hanno vinto la loro prima gara in auto nello stesso campionato (F. Atlantic) 2) sulla stessa pista (Road Atlanta) 3) con lo stesso finanziatore (la Player's) 4) Gilles vinse il campionato, Jacques arrivò secondo ma vincendo la gara di contorno alla F.1 organizzata sul circuito intitolato al padre 4) nel primo anno di Indycar Jacques ha avuto il numero 12, lo stesso di Gilles alla prima stagione completa del padre 5) nella seconda stagione a Jacques fu assegnato il "mitico" 27 diventato famoso con il padre 6) hanno percorso i primi km in F.1 sulla stessa pista (Silverstone) 7) nella gara del debutto in F.1 hanno realizzato entrambi il miglior tempo nel warm up MARIO E MICHAEL ANDRETTI: hanno entrambi ottenuto il loro ultimo podio in F.1 sulla stessa pista (Monza) e nella stessa posizione (3°)
SQUADRE AUTOGESTITE: esempi di scuderie in economia sono la
Gulf Rondini (sono i nomi dei finanziatori) autogestita da Alessandro Pesenti
Rossi nel 1976 e la Bellasi, squadra che corse due volte negli anni '70 ed era
composta da 1 meccanico 1 pilota (Silvio Moser) ed il progettista nonché
proprietario Guglielmo Bellasi ... Giusto per fare un paragone: Stewart nel 1997
fece una breve prova della sua vettura e disse: "Quando vinsi il secondo
titoli c'erano 7 meccanici alla Tyrrell. Ora 7 persone non bastano neppure per
mettere in moto la macchina!"
GRANDI RIMONTE:
1) D. Hill 23 (partenza 1° ma
retrocesso per avere spento il motore 26°,
arrivo 3°) GP Portogallo 1993
2) Watson 21 (partenza 22°, arrivo 1°) GP USA West 1983
3) Lauda 21 (partenza 23°, arrivo 2°) GP USA West 1983
4) Barrichello 17 (partenza 18°, arrivo 1°) GP Germania 2000
5) Watson 16 (partenza 17°, arrivo 1°) GP USA East 1982
6) J. Stewart 15 (partenza 16°, arrivo 1°) GP Sudafrica 1973 (la McLaren
espose reclamo per un sorpasso multiplo sotto bandiere gialle ma fu
respinto)
6) M. Schumacher 15 (partenza 16°, arrivo 1°) GP Belgio 1995
7) Jones 13 (partenza 14°, arrivo 1°) GP Austria 1977
8) McLaren 12 (partenza 13°, arrivo 1°) GP Argentina 1960
La classifica è sicuramente parziale perchè spesso la statistica considera
solo le vittorie: nelle altre categorie mi ricordo a Indianapolis 1992 Scott
Goodyear partito 33° e ultimo, arrivato 2° battuto da Al Unser jr. di 4
centesimi di secondo ... e Alessandro Zanardi a Long Beach nel 1998; partito in
6° fila si trova in difficoltà e la mazzata sempre essere una megacollisione
al tornante nel quale al 30° giro si piega la sospensione anteriore sinistra e
due giri dalla testa trovandosi 22°, riesce pure effettuando una sosta in più
(con la pace car) a vincere superando Herta all'ultimo giro (lo stesso che subì
il megasorpasso con 4 ruote nell'erba all'ultimo giro a Laguna Seca nel 1996)!
JAGUAR FERRARI BIONDETTI SPECIAL: denominazione della vettura
n. 22 che ha corso il GP Italia 1950 con Clemente Biondetti, in qualifica
rimedia 32 secondi di distacco da Fangio, in gara si ritira al 17° giro per
rottura del motore. Il telaio è di produzione Ferrari come modello 166
(biposto) che nel Circuito delle Cascine aveva rotto il motore; furono eliminati
i parafanghi e il sedile del passeggero. Su tale costruzione si installa un
propulsore ufficiale Jaguar 35000 cc destinato alle Xk 120 che correvano la
Targa Florio; Biondetti, pilota ufficiale della casa inglese in quella corsa
oltre che preparatore chiese ed ottenne un modello che nel precedente Giro della
Sicilia aveva una biella rotta e il basamento crepato. A Monza avvenne questo
debutto sperimentale cui seguirono altre gare stradali dove la 166 fu
ritrasformata in biposto
KLENK : La Klenk, con sede a Stoccarda, nasce
dall'inventita di Hans Klenk,già ingegnere e collaudatore della Mercedes-Benz.
La vettura che corse il Gp Germania 1954 con Theo Heilfrich alla guida era
basata principalmente sulle forme delle Veritas (che correvano già con il
nodello Meteor), Si trattava di una vera e propria F.2 degli anni '50 con motore
BMW derivato dal modello della 328 di 1971 cmc (alesaggio x corsa 66 x 96 mm,
potenza massima 140 cv a 5800 rpm), un motore usato
anche da molti altri costruttori tedeschi (come AFM, per esempio). Si
differenziava dalle altre per una vistosa protuberenza sul cofano
necessaria per la presa di aspirazione del motore.
MASERATI PLATE': Platè: furono una
versione riadattata dalla Scuderia Platè della Maserati 4CLT, in
particolare sul motore che fu
rialesato per avvicinarsi ai 2000 cmc e fu tolto il compressore meccanico.
Queste vetture furono le uniche Maserati pronte per
l'inizio del campionato 1952, in quanto la marca del Tridente non aveva
costruito vetture di F.2.
F.1 IN F.3000: nel 1985
ci provarono la Barron Racing con due Tyrrell 012 per Moreno e Langes, la Pmc
con due Williams Fw08 per Leoni e Tassin e la Cowman con una Arrows A5 per
Borgudd; tuttavia, furono senza pietà surclassate dalle March, Ralt e AGS. Il
migliore risultato fu un 3° posto di Leoni a Pau, grazie ai numerosi ritiri
- La Tec Mec (Tecnica Meccanica) del 1959 era
una Maserati 250F rivista da Valerio Colotti
- Rebaque/Penske: la HR 100 fu costruita a Poole dalla Penske ed era
effettivamente una rielaborazione della Lotus 79 con cui il pilota messicano
aveva corso fin a quel momento
- La LDS (63-68) si basava sui disegni di altre vetture (per es. la Mk 3B era
basata sulla Brabham Bt11)
- La ENB (1962) altro non è che la Ecurie
Nationale Belge di Jacques Swaters, la loro vettura era una Emeryson ricostruita
dopo un incidente
- le Hesketh 308C del 75 aggiornate da Harvey Postelthwaite (che era alla
Hesketh) diventarono le Wolf Williams, il suo posto fu preso da Frank Dernie
I brasiliani hanno all'anagrafe la possibilità di mantenere entrambi i cognomi dei genitori come era stato recentemente proposto anche per l'Italia, ovviamente in caso dei discendenti devono scegliere quale tramandare: Senna scelse il nome della madre perchè considerava Da Silva troppo comune e quindi per la legge brasiliana non poteva depositare marchi con questo cognome (d'altra parte era conosciuto come Da Silva fino alla F.3), invece Piquet lo fece perchè il padre senatore aveva rifiutato di aiutarlo nella prosecuzione della carriera, difatti da "vagabondo" era approdato a Novara da Ravarotto. Da ciò ne derivava anche la sua padronanza della lingua italiana (come Senna, pilota ufficiale nel karting e che ha abitato a Milano per 3 anni). Per un motivo analogo a Senna anche De La Rosa ha scelto il cognome materno, visto che altrimenti sarebbe conosciuto come Martinez. Invece i nobili che hanno corso spesso si sono identificati con il loro titolo (tranne il principe di Siam, Bira) come appunto il barone di Beaufort, il visconte di Dumfries, il marchese di Portago, ... Che, tra parentesi, almeno in Italia non hanno più valore pratico.