Reims 2 luglio 1961
| BAGHETTI:
VITTORIA AL DEBUTTO I
primi anni del mondiale di F1 erano stati dominati da Fangio e dai piloti
italiani Ascari e Farina, oltre ai due campioni del mondo anche Taruffi,
Fagioli, Villoresi, Castellotti e Musso si erano messi in evidenza, continuando
una tradizione che vedeva l’Italia esprimere fortissimi piloti in campo
automobilistico. Dopo la morte di Ascari, di Musso e di
Castellotti ed il ritiro degli altri piloti a causa dell’età
l’Italia era rimasta sena validi rappresentanti,
indicativo il fatto che al Gp successivo quello di Francia 158, dove perse la
vita Musso, l’unico italiano in gara fosse il nobile Gerino Gerini, un
gentlemen driver, la situazione non migliora negli anni successivi. La Scuderia
Ferrari, come accadrà ancora nel corso degli anni, è messa sotto
pressione dall’opinione pubblica nazionale: Ferrari deve affidare una
monoposto ad un pilota italiano, è così messa in piedi una prova tra i
migliori giovani del momento e
la scelta cade su Giancarlo Baghetti,
nato nel dicembre del 1934. Attraverso la FISA (federazione italiana
scuderie automobilistiche) una Ferrari
156 è affidata al pilota italiano,
l’esordio avviene il 25 aprile nel GP di Siracusa, gara non valida per il
mondiale, a sorpresa Baghetti vince precedendo Gurney e Bonnier su Porsche,
il 14 maggio vince anche il GP di Napoli davanti ad Ashmore (Lotus-Climax)
e Bandini alle sue prime gare con la Cooper-Maserati della Scuderia Centrosud.
Arriva la prima gara valida per il campionato,
GP dell A.C. di Francia - Reims 2 luglio, qui sono presenti tutti i
grandi. In prova ottiene il tredicesimo tempo (2'30''5) su 25 concorrenti, la
pole va allo statunitense Phil Hill (2'24''9), sempre su Ferrari 156. La
scuderia di Maranello schiera anche Wolfang von Trips e Richie Ginther, i tre
piloti della rossa monopolizzano la prima fila (ricordiamo che proprio Phil Hill
sarà campione del mondo nel 1961). La
gara di Baghetti é tutta in rimonta, al 41 giro, su 52 previsti, é in testa.
Al 46 Joakim Bonnier lo passa, ma poco dopo la Porsche dello svedese cede.
Rimane Dan Gurney, sempre su Porsche. l'americano é pilota esperto e coriaceo.
Baghetti compie l'ultima curva dietro la Porsche poi esce sul rettilineo e vince
per un decimo di secondo. Al terzo posto si classifica il mitico Jim Clark (agli
inizi della carriera) su Lotus-Climax, quarto Innes Ireland (Lotus-Climax) ,
quinto Bruce Mclaren (Cooper- Climax), sesto Graham Hill (BRM) . Non si può
certo affermare che il nostro pilota abbia preceduto degli sconosciuti.
Purtroppo
questa rimarrà l'unica vittoria del pilota italiano, che disputerà altri due
GP nel 1961, Gran Bretagna ed Italia (dove ottiene il giro più veloce). Nel
1962 piloterà una Ferrari poco competitiva e nel 1963 è trascinato nella
disastrosa avventura della A.T.S., correrà ancora fino al 1967 per la Scuderia
Centrosud, ed occasionalmente per la Brabham ed il Team Parnell, attenendo anche
il singolare record di essere il primo italiano a guidare un monoposto (una
Lotus) spinta dal mitico Ford-Cosworth in una gara iridata GP Italia 1967, la
sua ultima gara in F1. Ma il record più importante, la vittoria al debutto,
rimane ineguagliato, ovviamente se non consideriamo la gara di esordio,
Silvertone 1950, peraltro sempre vinta da un pilota italiano, Nino
Farina.
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